Jeep Wrangler TJ “Rubicon”... senza compromessi !!!

a cura di Gianmy e Giaguaro - JTV - Jeeptelevision.com STAFF JTV - Jeeptelevision.com - Multimedia Branch of Jeeper's Generation

 

 

Jeep Wrangler TJ "Rubicon"

Jeep Wrangler TJ "Rubicon" - photo Jeep.com

 

Presentata alla fine dello scorso anno in USA e già disponibile da parecchi mesi presso i Jeep dealers d'oltreoceano, la nuova Wrangler TJ "Rubicon" non è solo uno dei tanti allestimenti della Jeep "TJ" ossia della Wrangler attuale (quella con i fari tondi e le sospensioni a molloni, in produzione dal 1997 ad oggi). Insomma non si tratta certo di una versione come la "Connection", commercializzata in Italia (e all'estero con altri nomi), che si distingue dalla "Sport" (il modello “base” della Wrangler) solo per alcune "finezze" come il volante rivestito in pelle e una particolare tinta della carrozzeria e altri piccoli dettagli estetici che le danno un tocco di ricercatezza. La "Rubicon" è invece una nuova Wrangler che, pur se realizzata sulla base della TJ di cui mantiene sia la sigla identificativa sia il nome “Wrangler” sia la carrozzeria sia la meccanica di base, introduce tuttavia una serie di migliorie tecniche e di dotazioni accessoristiche funzionali che portano ancora una volta ai massimi livelli il leit motiv del marchio Jeep: "GO ANYWHERE, DO ANYTHING!".

 

Jeep Wrangler TJ "Rubicon" - photo Jeep.com Jeep Wrangler TJ "Rubicon" - photo Jeep.com

 

Nonostante sia una Wrangler "a tiratura limitata" (le fonti ufficiali parlano di soli 8.000 esemplari per il 2003) si tratta comunque della "svolta" per il mondo del fuoristrada... è cioè il nuovo termine di paragone con cui dovranno misurarsi da oggi tutte le case costruttrici di fuoristrada. Per la prima volta infatti un costruttore rende disponibili su un veicolo "di serie" delle modifiche meccaniche pensate per l'uso estremo e hard. Intendiamoci, non si tratta di un mezzo di serie su cui sono stati montati degli accessori tout court, ma di un mezzo di serie su cui sono state apportate delle importanti modifiche al motore e alla meccanica. Come ha spiegato Craig David, Vice Presidente del Jeep Product Team della DaimlerChrysler Corporation, la nuova Jeep Wrangler "Rubicon" offre un livello di prestazioni fuoristradistiche eccellenti permettendo di affrontare i percorsi più estremi e poi tornarsene tranquillamente a casa. La Rubicon è stata cioè sviluppata per poter affrontare i percorsi più difficili, finora riservati solo ai veicoli modificati.

 

Jeep Wrangler TJ "Rubicon" - photo Jeep.com

Jeep Wrangler TJ "Rubicon" - photo Jeep.com

 

Cominciamo quindi ad entrare nei dettagli tecnici di questa Wrangler TJ “Rubicon”. Intanto il già noto motore 6 cilindri in linea da 4,0L  benzina ad iniezione multipoint che equipaggia la Wrangler TJ di serie, diventa qui high output e passa da 177 a ben 190 cavalli (e 319 Nm di coppia, oltre 32 kgm). Un motore robusto e sovradimensionato che rende divertente l'uso della Jeep in fuoristrada ma che consente anche di togliersi parecchie soddisfazioni nella guida su strada... ovviamente sempre nel rispetto delle regole del Codice! Certo, da appassionati quali siamo non possiamo non far notare che i true jeepers di tutto il mondo avrebbero preferito trovare dentro il cofano della Rubicon il più possente 4,7L V8 che equipaggia la GrandCherokee WJ... ma per ora dovranno "accontentarsi" (si fa per dire!) del 4,0L I6 HO. Anche per quanto riguarda la meccanica ci sono alcune caratteristiche rilevanti che differenziano la TJ "Rubicon" dalle TJ "normali" e cioè i ponti "maggiorati" DANA 44 con rapporto corona/pignone 4,11:1, un nuovo cambio automatico a 4 velocità (come optional in alternativa al più tradizionale manuale a cinque velocità montato di serie), un nuovo transfer-case (la scatola di rinvio, cioè il gruppo ripartitore-riduttore) denominato Rock-Trac il cui utilizzo è uguale al già noto Command-Trac®, cioè consente l'uso della trazione integrale solo in fuoristrada e su fondi a scarsa aderenza, scelta che ci appare azzeccata per un fuoristrada “duro e puro” come la Jeep Wrangler. Questo riduttore vanta un rapporto di riduzione veramente incredibile (4,00:1) che demoltiplica per ben quattro volte i rapporti del cambio quando si inseriscono le ridotte... quindi "quadruplica" la potenza del cambio! Non è difficile a questo punto capire perché abbiamo definito "incredibile" il rapporto del riduttore di 4,00:1, basta considerare che il riduttore della Wrangler "normale" pur essendo già molto ben rapportato arriva "soltanto" a 2,72:1, quindi la differenza tra i due riduttori è notevole! Se i riduttori montati sulle Jeep sono noti per avere un rapporto di riduzione molto favorevole, stavolta la casa americana ha veramente superato sé stessa! In realtà noi che siamo dei jeepers "incalliti" sappiamo bene che delle ridotte così "ridotte" (ci si conceda la ridondanza!) saranno sfruttate fino in fondo solo da chi porterà la jeep sulle rocce per farci quel tipo di fuoristrada veramente duro che è molto in voga negli States e che viene definito "rock crawling". È risaputo, infatti, che per scalare con un mezzo a quattro ruote dei massi enormi non basta una dose massiccia d’incoscienza ma ci vuole anche un mezzo con certe caratteristiche tra cui quella di avere delle ridotte molto "corte"... proprio come questa nuova Wrangler TJ "Rubicon"! Inutile dire che se vi piace (e a chi potrebbe non piacere?) potete comprarla anche solo per andarci al bar... non è prevista nessuna clausola nel contratto di acquisto che obblighi a farci "rock crawling"! Certo la tentazione sarà forte... per chi non si cura di graffiare la vernice di un mezzo così speciale!

Anche per chi non vuole sfidare le leggi di gravità tra massi enormi, un riduttore di questo tipo resta in ogni caso una soluzione vantaggiosa e fruibile, perché consente di avere una grande trazione e una tenuta di strada veramente sicura, con un effetto frenante del motore con le ridotte inserite in discesa che può rivelarsi utile in molte situazioni al limite. Insomma con delle ridotte così… si sta veramente tranquilli in ogni situazione! In aggiunta a questo, il controllo del mezzo è garantito anche dai freni a disco sulle quattro ruote.

 

Jeep Wrangler TJ "Rubicon" - photo Jeep.com

Jeep Wrangler TJ "Rubicon" - photo Jeep.com

 

La Rubicon monta inoltre i nuovi differenziali, anteriore e posteriore, autobloccanti Tru-Lok™, cioè che funzionano normalmente e in modo automatico come dei differenziali "limited slip" (a slittamento controllato) per garantire la massima trazione e tenuta su asfalto e su sterrato. In più, è questa la novità, quando ci si trova in situazioni “al limite dell'impossibile” possono anche essere "bloccati" al 100% tramite comando elettro-pneumatico che si aziona dall'abitacolo tramite apposito tasto. Con un apposito tasto sulla plancia il conducente, quando sono inserite le ridotte e si viaggia a meno di 16 km/h, può “bloccare” al 100% i differenziali per superare pendenze esasperate e fondi particolarmente viscidi o per uscire dalla classica situazione di “twist” (che è quella particolare situazione, tipica dei percorsi trialistici, che si verifica quando due ruote diagonalmente opposte si trovano sollevate da terra). I fortunati possessori della nuova Rubicon potranno anche eliminare la parola “twist” dal proprio vocabolario di fuoristradisti… perché in “twist” non ci resteranno neanche volendo! Ci siamo capiti... questa Rubicon non si ferma davanti a nulla!

Oltre al motore potenziato, al nuovo cambio automatico opzionale, al nuovo ripartitore/riduttore Rock-Trac™ e ai ponti maggiorati DANA 44 con differenziali Tru-Lok™, altre caratteristiche che differenziano questa TJ "Rubicon" dalle altre Wrangler TJ sono i nuovi cerchi in lega da 16 pollici a cinque razze (16x8 Moab Cast Aluminum Wheels) su cui sono montati pneumatici da 31" pollici di diametro (finalmente!) ossia dei Goodyear "Wrangler" MT/R 245/75R16 dall'aggressivo battistrada specialistico con tacchetti pronunciati e spiccate doti di autopulizia e di robustezza per poter affrontare sia le fangaie più viscide e profonde sia le pietraie più impegnative.

Robuste piastre di protezione sotto-scocca consentono inoltre di affrontare indenni anche i passaggi più difficili. Belle e utili anche le protezioni in “mandorlato” di colore nero (“diamond plate sill guards”) che corrono lungo il sottoporta di ciascuna fiancata congiungendo i passaruota (sostituendo peraltro le ingombranti pedane delle Wrangler “standard”).

Ulteriore tratto distintivo sono i faretti fendinebbia tondi montati in posizione avanzata sul paraurti anteriore, paraurti peraltro alleggerito dalle inutili plastiche di "raccordo" con la carrozzeria che invece troviamo sulle altre versioni della Wrangler TJ e che sono la prima cosa che viene eliminata da chi usa il TJ in fuoristrada o comunque preferisce un aspetto più "puro". Completano l'estetica le scritte "RUBICON" in rilievo ai lati del cofano, secondo la tradizione Jeep, e le nuove tinte che potete ammirare nelle immagini.

 

Jeep Wrangler TJ "Rubicon" - photo Jeep.com

Jeep Wrangler TJ "Rubicon" - photo Jeep.com

 

Come dotazioni accessoristiche interne, non aspettatevi grandi novità! Infatti in un fuoristrada “duro e puro” non c’è spazio per fronzoli o inutili gadget, per cui a parte le dotazioni di sicurezza (come i due airbag e il roll-bar avvolgente che protegge anche i due passeggeri posteriori quando la jeep è “scoperta”) e l’idroguida ormai di serie su tutte le versioni, qui troviamo in più solo i nuovi interni sfoderabili e lavabili mentre resta opzionale lo specchietto retrovisore interno fotocromatico con integrati display digitale con bussola e termometro e spot di lettura mappe (accessorio che invece è di serie sulla più “raffinata” Wrangler TJ “Sahara”).

 

Jeep Wrangler TJ "Rubicon" - photo Jeep.com

Jeep Wrangler TJ "Rubicon" - photo Jeep.com

 

In chiusura dobbiamo informare per dovere di cronaca gli appassionati italiani che al momento attuale DaimlerChrysler (società a cui appartiene il prestigioso marchio Jeep) non sembra intenzionata a commercializzare in Italia questa nuova Wrangler TJ "Rubicon". Pertanto l'unica versione disponibile ufficialmente presso la rete di concessionarie Jeep nel nostro paese resta allo stato attuale la TJ "Sport" (2,4L 16v e 4,0L 12v). Per la “Rubicon” invece, come del resto per l’altrettanto ambita “Sahara”, bisogna rivolgersi all'importazione parallela con il conseguente aggravio di costi dovuti purtroppo alla speculazione dei soliti noti...

 

Gianmy - JTV

 


 

 

 

L’editoriale del Giaguaro

 

Jeep Wrangler TJ "Rubicon" - photo Jeep.com Jeep Wrangler TJ "Rubicon" - photo Jeep.com

 

Un paio di considerazioni…

 

Dal punto di vista dell’appassionato Jeep “duro e puro”, il Rubicon è una piacevole sorpresa, che fa ben pensare sulla considerazione che Daimler (vero padrone di DaimlerChrysler) ha della fuoristrada made in Usa, della quale ha comprato il marchio, vero gioiello e obiettivo nei vari decenni dell’acquisizione delle aziende sue utilizzatrici (Kaiser, AMC, Renault, Chrysler).

Dal 1941 ad oggi, i cosiddetti “modelli speciali” in realtà erano package accessoristici più o meno lussuosi (dalle “Tuxedo Park Mark IV” degli anni ‘60, passando per i famosi Renegade e Laredo e il leggendario Golden Eagle, agli attuali Sahara, Apex, Connection, Columbia Edition... tanto per citarne alcuni).

Il Rubicon si propone invece con una concreta serie di “irrobustimenti” tecnici mirati all’uso fuoristradistico, molto ben evidenziati nell’articolo qui sopra.

Dal punto di vista dell’acquirente USA, l’interesse per questo modello è però valutabile in “scarso”, limitato ai soli collezionisti.

Chi fa offroad serio dovrà comunque apportare modifiche, come un assetto rialzato, ad esempio, e comunque le scelte delle componenti after market di irrobustimento per impegno gravoso sono di norma ben più sovradimensionate di quelle qui proposte dalla Casa madre.

Ben diverso il discorso europeo. L’ interesse potrebbe essere “altissimo”.

Potrebbe.

Perché DaimlerChrysler, tanto per non smentire la voce che ormai da anni sibila “…non le vogliono vendere, non è core business…”, sta cercando di omologare il modello speciale con le vecchie fiches tecniche del TJ “normale”, ottenendo una serie di rifiuti da Guinness dei primati (persino in Germania!).

DC riesce addirittura ad auto-crearsi dei problemi persino con la misura dei pneumatici, che, se omologati, darebbero immediatamente diritto a tutti gli attuali proprietari di TJ di ottenere per analogia l’autorizzazione al montaggio della misura “Rubicon”, ossia l’equivalente delle gomme da 31” tanto agognate da noi italiani.

Quindi, il risultato è che i Rubicon che vediamo oggi sulle nostre strade, a un anno esatto dalla messa in produzione, sono venduti a peso d’oro e rinvenienti da importazioni pseudo-parallele..

È lo stesso paradosso della versione “Sahara”, modello speciale allestito con particolare cura, ma ASSOLUTAMENTE di serie nel listino Usa, e non molto più costoso dello Sport. La TJ “Sahara”, per chi non lo sapesse, si caratterizza soprattutto per gli interni di colore beige, il tettuccio di colore marroncino chiaro e i parafanghi/passaruota in tinta con la carrozzeria.

Ricordo che negli Usa il “Rubicon” costa poche centinaia di dollari più del “Sahara”. I concessionari italiani, per la maggior parte, non conoscono l’esistenza del TJ “Sahara”, e dagli intenditori poteva venire preteso solo come “special order”, ma con tempi di attesa biblici. Nel nostro club, il Jeeper’s Generation, ce ne sono almeno dieci di “Sahara”… ma non ditelo alla Chrysler!!!

Per il discorso del particolare “irrobustimento”, malignamente lo si potrebbe definire un ritorno alle origini. Un tempo, fino al 1986, le Jeep (short wheel base come il CJ e long wheel base come i Cherokee e i Wagoneer) avevano parametri di robustezza e affidabilità ben superiori alle attuali, Rubicon compresa.

Dunque nell’approntare un piano di vendita, sarebbe bene conoscere interamente la produzione, provare a fare qualche domanda ai VERI clienti, che non sono i concessionari ma gli utilizzatori, e smetterla di tenere nei saloni solo vetture blu e nere con gli interni grigi. Forse sarebbero un po’ più colorati di nero anche i conti…

Il compianto Carlo Talamo (importatore per sedici anni delle Harley Davidson, poi delle Rolls Royce e infine delle Triumph, fino alla sua tragica scomparsa) avrebbe avuto molto da insegnare, con le sue produzioni limitate, anche per l’Italia, e il suo marketing “aggressivo” diretto all’interesse del consumatore e non al suo sfruttamento… una filosofia imprenditoriale modellata sulla passione per mezzi “impossibili” condivisa dallo stesso Talamo con i suoi affezionatissimi clienti.

 

Marco a.k.a. “Giaguaro”, JTV

 

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